1989: Schizzo del progetto www
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Qualche giorno fa sono stato a Roma con Alessandro, precisamente al tempio di Adriano, oggi sede della camera di commercio, per un evento lieto: Il web ha compiuto 20 anni.
La giornata è stata festosa ma soprattutto interessantissima sotto il profilo dei contenuti espressi. Un plauso va a Riccardo Luna, il curatore -nonché presentatore- della manifestazione il quale ha diretto magistralmente la kermesse. Come prima cosa, per far meglio intendere cosa ha rappresentato l'Happy Birthday Web mi permetto di trascrivere il testo presente sotto il nome di Riccardo Luna sulla brochure informativa che tutti i partecipanti hanno trovato sulla propria sedia (prima di riportare alcuni concetti -a mio parere interessanti- dell'intervento di Tim Berners Lee):
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Non poteva arrivare in un momento migliore Tim Berners Lee in Italia. Il web offre infatti l'unica via d'uscita credibile alla crisi finanziaria ma anche politica che stiamo vivendo. E questa conferenza prova a indicarne i percorsi possibili. Dal punto di vista economico, la rete è il principale driver di sviluppo che abbiamo e non accorgersene vuol dire condannare un intero paese alla crescita zero. Dal punto di vista culturale, poi, la condivisione della conoscenza che avviene in ogni istante attraverso questa piattaforma universale è un generatore di valori e quindi di futuro al quale è impossibile rinunciare.
Infine, dal punto di vista politico gli strumenti di trasparenza e partecipazione propri dell'open government sono la medicina ricostituente per le nostre democrazie sfibrate da troppi anni di casta. Happy Birthday Web vuole quindi essere la celebrazione di una rivoluzione iniziata venti anni fa ma non ancora finita.
Il www oggi per noi vul dire: We Want Web.
Le discussioni e gli interventi si sono concentrati su un doppio binario: come la rete può rappresentare un'opportunità di guadagno(rappresenta già il 2% del PIL del Belpaese) e come la rete potrebbe essere usata per fini di pubblica utilità, ovvero come l'evoluzione del web ha avvicinato le persone con una fitta rete di interazioni, le quali potrebbero rivelarsi la chiave di volta per la diffusione di documenti pubblici e una prossima, possibile, e-democracy attraverso i tanti strumenti di collaborazione messi a disposizione da sviluppatori freelance (spesso opensource, quindi gratis) e società specializzate.
L'intervento più interessante, nemmeno a dirlo, è stato quello di Tim Berners Lee, un fisico e informatico un po' filosofo, dai modi e dalle movenze originali. Non so per quale motivo era vietato fare riprese o registrazioni del suo intervento; sicuramente Lawrance Lessig non avrebbe apprezzato questo espresso divieto. Ma questa è forse l'unica nota stonata della giornata.
Ad ogni modo il suo ragionamento è stato denso di contenuti, ha parlato della rete come strumento senza confini e senza barriere, ma, in questo caso particolare -per evidenti ragioni-, con un occhio di riguardo nei confronti della realtà italiana.
Sintetizziamo per punti l'essenziale del discorso di Tim Berners Lee:
- La situazione in Italia non è ottimale -e lo sappiamo tutti- anche se negli ultimi anni è migliorata. Tim Berners Lee ha infatti dichiarato che in Italia, più che in altri paesi avanzati, c'è un evidente digital divide tra chi utilizza la rete e chi no.
- Tim Berners Lee auspica il “diritto all'accesso” al web per far sì che tutti entrino a far parte della “grande società dell'informazione”, quindi quanto sopra detto rappresenta un problema non da poco.
- Società dell'informazione ma non solo dato che, in un altro punto saliente dell'intervento a proposito della realtà italiana, ha esortato governo e istituzioni a dare la possibilità alle imprese e ai cittadini, come avviene ad esempio in UK e USA, di utilizzare il web per evitare lungaggini burocratiche e noiose file, per ridurre i costi aziendali e velocizzare i procedimenti amministrativi.
- Ci ha ricordato quanto potrebbe essere importante il web anche in chiave di trasparenza e come può essere sfruttato al meglio questo strumento potentissimo. Ovvero mediante la digitalizzazione dei documenti, prassi che deve diventare un obbligo per la classe dirigente.
- Facilitare l'accesso del cittadino a tutti questi documenti e consacrare la cosa come un diritto.
- Net-neutrality nei confronti dei cittadini, per scongiurare le possibili ingerenze alla privacy da parte delle autorità.
- Strutturare un sistema di crittografia delle comunicazioni end-to-end, per uno spazio infinito, aperto, condiviso e non controllato, per una piena libertà in una rete pubblica, aperta e gratuita.
Insomma una buonissima notizia per tutti noi è l'evoluzione che il web, in un tempo relativamente breve e insieme a tutti i suoi attori, ha conosciuto. Ma chi sono gli attori principali sul browser www? Siamo noi. Uomini e donne che quotidianamente popolano la rete, per leggere, per ascoltare, per guardare, per interagire, per costruire o aggiornare il proprio sito.
Il web non è una sovrastruttura, il web lo strutturiamo noi.
E anche noi, come Tim Berners Lee e la gran parte dei relatori della conferenza, siamo consapevoli e certi che un controllo serrato dell'operato dei politici e degli amministratori potrebbe fungere da dissuasore per tutti quei problemi connessi all'arte dell'amministrare che ben conosciamo nella realtà politico-amministrativa italiana.
Senza dimenticare le possibilità di partecipazione e inclusione che attraverso il web potrebbero essere strutturate per dare vita a quell'agorà digitale che sempre più persone auspicano. Per cui “armiamoci” di tanta pazienza e tanti buoni propositi, il potere che è stato tolto al popolo tornerà al popolo.
Abbiamo un opportunità per dare di nuovo dignità alla politica. Stiamo maturando velocemente e tutti insieme riusciremo a ridare alle persone la fiducia e gli stimoli necessari per una diretta e spontanea partecipazione alla vita politica.
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