 |
L’ambiente costruito e l’Urbanistica rappresentano in maniera fedele le caratteristiche della natura più profonda di una città e delle sue dinamiche. Dal modo in cui la città è materialmente costruita dipende fortemente la salute del tessuto sociale, economico ed ambientale. Infatti l’urbanizzazione selvaggia, perpetrata spesso per mezzo di piani regolatori scriteriati, ha un impatto altamente negativo sulla qualità della vita di una città. La Sezione “Urbanistica” intende appunto discutere le questioni legate al futuro della città e alla sua qualità. Gli articoli e i contributi pubblicati in questa sezione hanno l’obiettivo di mettere in luce non solo i problemi nel modo in cui oggi la città viene gestita dal punto di vista urbanistico, ma anche le opportunità e le prospettive che possano contribuire a un miglioramento significativo della città nel suo complesso. Tra gli argomenti trattati figurano i nuovi modelli di sviluppo urbano, le relazioni tra ambiente naturale e ambiente costruito, l’urbanistica e l’architettura sostenibile, lo spreco e la dissipazione delle risorse territoriali.
|
|
|
Scritto da Idee in Movimento
|
|
Venerdì 17 Febbraio 2012 17:21 |
|
Abbiamo ancora sotto gli occhi le immagini del disastroso crollo della copertura del Palazzetto dello Sport, una delle opere pubbliche più costose ed importanti realizzate a Ceccano negli ultimi 50 anni.
Per assurdo ci troviamo ora a ringraziare la neve che ha messo a nudo la fragilità di quell’opera che prima o poi sarebbe venuta giù sotto il carico di uno stormo di uccelli o sotto la pressione di una pioggia intensa. In poche parole la neve ci ha salvato da una tragedia annunciata.
|
|
|
Scritto da Simone Digennaro
|
|
Martedì 20 Dicembre 2011 17:07 |
|
Chiedo al Lettore di fare uno sforzo d’immaginazione e di pensare per alcuni istanti alle immagini degli spazi urbani che lungo l’articolo andrò a proporre: per alcuni saranno pura fantasia, per altri un ricordo quasi sbiadito dei tempi oramai trascorsi, per altri ancora saranno invece memorie di esperienze vissute lontano dalle disgraziate città della Ciociaria. Qualunque sia la prospettiva di chi legge, chiedo comunque al Lettore di confrontare le scene descritte con quelle che invece vive nel rapporto quotidiano che instaura con lo spazio urbano che lo accoglie.
Cominciamo: immaginate di uscire di casa, in pieno centro, e di ritrovarvi lungo un viale alberato, con successioni di pini, cipressi e pioppi che sembrano giocare con lunghe file di aiuole ben curate, riccamente abbellite da rose che formano composizioni di cui la vista presto si innamora. Lo sguardo si perde in lontananza, passa in rassegna una sfumatura dopo l’altra, i colori fluiscono: dagli occhi passano alla mente, ed emozionano.
|
|
Scritto da Aristide Terenzi
|
|
Domenica 16 Ottobre 2011 17:21 |
|
 Che si voglia o no, le città, oggi, sono la sommatoria di atomi di architetture, divoratrici di notevoli quantità di energie. Sono sistemi urbani disorganizzati, generati da economie non aderenti alle esigenze concrete delle persone. Mentre il modello di sviluppo urbano delle grandi città è dominato soprattutto da economisti e multinazionali, quello delle piccole è dominato soprattutto da speculatori.
Sfortunatamente oggi il più delle volte capita che non ci si concentri tanto sul “progetto” di città quanto sulle pratiche burocratiche che condizionano e sono condizionate da un certo modo di fare urbanistica. In sostanza, dovremmo intendere “il progetto” come luogo concettuale, mix tra realtà scientifica e realtà istintuale e non esclusivamente come prassi burocratica.
|
|
Scritto da Pietro Masi
|
|
Martedì 04 Ottobre 2011 21:39 |
|
Da sempre lo stereotipo dell’italiano, come percepito dall’immaginario collettivo ed immortalato con la commedia all’italiana nel cinema, da il meglio di sé nelle difficoltà, facendo leva sull’improvvisazione la fantasia e l’astuzia. I nostri prodi amministratori questa volta, stimolati dalla nostra inchiesta sulla tribuna al parco dello sport, hanno esagerato e come la commedia italiana di serie b hanno abusato solo d’improvvisazione e “furbizia”. Da alcuni giorni infatti si vedono lavori in corso presso la suddetta tribuna ed ad una prima superficiale valutazione si può pensare che sia una cosa positiva, rendere agibile una struttura seppur profumatamente pagata è sempre meglio che consegnare alla cittadinanza l’ennesimo mausoleo a memoria di una pessima amministrazione, ma ad una più attenta valutazione subito saltano fuori delle gravi incongruenze che ci fanno porre i seguenti quesiti:
|
|
Scritto da Marco Levantini
|
|
Lunedì 03 Ottobre 2011 12:22 |
|
La retorica è un'antica arte, quella di esprimere con chiarezza il proprio punto di vista, spesso però a parole magnifiche corrispondono azioni prive di senso. Secondo questo ragionamento (che è un punto di vista, per cui vale quanto si dirà in seguito) possiamo affermare con quasi-sicurezza che le parole spesso sono ingannevoli.
La politica è però fatta di parole, e a chiacchiere siamo tutti “tecnici” eccellenti e troppo spesso, limitati dalla mancanza di alternative e di opinioni ragionevoli, ci lasciamo contagiare da questo strano morbo, parliamo a briglie sciolte e senza cognizione di causa, esprimiamo il nostro punto di vista, e a volte capita, strano ma vero, di dire -o sentire- anche cose sensate.
La nostra democrazia (in crisi) è fatta proprio di questo: punti di vista. Ma un punto di vista spesso è ben lontano dalla realtà di fatti. Un punto di vista sbagliato può essere innocuo, ma tanti punti di vista sbagliati, se sommati (o peggio messi in pratica), possono causare un disastro.
|
|
|
|
|
<< Inizio < Prec. 1 2 Succ. > Fine >>
|
|
Pagina 1 di 2 |